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Centro protonico, contratto firmato

Un anno per l’avvio dei lavori, quattro per l’entrata in funzione.

E’ stato firmato ieri mattina dal direttore dell’Asl 12 Antonio Padoan, il contratto per la costruzione del Centro protonico per la cura avanzata dei tumori.
Mestre, dunque, per la sua posizione favorevole - vicina all’aeroporto, al nuovo nosocomio e all’università di Padova - si candida a diventare la prima città in Italia a poter contare su una struttura all’avanguardia che utilizza fasci di protoni anziché di fotoni, unico metodo che non distrugge i tessuti e assicura una più lunga aspettativa di vita ai malati di tumore.

Il contratto. Il traguardo è arrivato dopo numerosi «stop and go» e un travagliato iter.
L’aggiudicazione della convenzione era fissata per il 30 maggio, saltata all’ultimo a causa della rinuncia da parte di uno dei 5 partner della cordata.
A porre la firma sul contratto oltre ad Antonio Padoan, il presidente del Consorzio di Imprese Ptc (Proton therapy center) e degli amministratori delegati delle società: Hideal, Condotte, Gemmo, Varian e Medipass.
La posa della prima pietra è in programma nell’arco di un anno.
L’opera che verrà realizzata in project financing e dunque tutta a carico dei privati costerà 159 milioni di euro; 63 solo per le attrezzature tecnologiche più avanzate.
Il tempo previsto di realizzazione è di 4 anni.
Con 1.400 pazienti - ha sottolineato il direttore - si dovrebbe già andare in pareggio di bilancio e raggiungere un utile a favore della Regione, anche se l’obiettivo è quello di curare 4 mila pazienti in un anno.
Un ciclo di terapie mediante l’utilizzo dei protoni costa circa 23 mila euro, la chemio costa oltre il doppio.
L’Asl spende all’anno 102 milioni di euro per la cura dei tumori.
«Oggi - ha esordito Padoan - arriva a compimento un viaggio iniziato nel giugno 2005. Chiudiamo la convenzione dopo anni passati attraverso fatiche tecniche e difficoltà politiche, economiche e finanziarie. Una procedura iniziata con l’allora presidente della Regione Giancarlo Galan e perseguita da Luca Zaia, che proprio in questa sala ha candidato la nostra azienda a realizzare il centro. Oggi sono una trentina i centri nel mondo che stanno applicando questa terapia, meno invasiva, che migliora la qualità della vita».
Padovan ha poi citato il triste primato del Veneziano, dove l’incidenza dei tumori supera del 50 per cento quella nazionale.

L’iter. Il centro sorgerà dietro l’ospedale, vicino all’area dove atterra ora l’elisoccorso.
I lavori potrebbero partire entro un anno.
A settembre è prevista una conferenza dei servizi, la Regione deve approvare alcune modifiche progettuali e, infine, deve essere redatto il progetto esecutivo, mentre sono stati già avviati i carotaggi sui terreni oggetto di costruzione.
Il progetto si è avvalso della consulenza di Emilio Ambasz che ha firmato la Banca degli occhi e l’ospedale dell’Angelo.
La struttura occuperà una superficie grande come un campo da calcio e avrà quattro piani.
«Il project financing - ha aggiunto Antonio Parente presidente di Ptc - è uno strumento che richiede un rigoroso rispetto dei tempi e un impegno totale, per noi è l’inizio di una grande avventura».

Cure. Il Centro protonico avrà 5 sale dotate a loro volta di 5 postazioni per il trattamento che funzioneranno 16 ore al giorno in due turni di 8 ore: il ciclotrone, il macchinario che produce i protoni è alto 3 metri per 5.
«All’interno - ha precisato Mauro Mey rappresentante della Varian - lavoreranno dalle 60 alle 80 persone e dunque potranno sottoporsi ai trattamenti un numero tra i 120 e i 150 pazienti».
«Il Veneto - ha sottolineato Gugliemo Brayda amministratore delegato di Medipass - si iscrive nella lista delle cliniche più prestigiose che stanno sorgendo nel mondo e che hanno intrapreso la strada della terapia protonica: si tratta della più grande opera tecnologica mai realizzata in Italia».

(29-07-2011 – la Nuova Venezia)
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