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Via al Centro protonico di Mestre per la cura dei tumori

Con la firma del contratto di costruzione, il progetto di cui Medipass è stato promotore è arrivato alla fase di realizzazione. Si tratta di una delle più grandi opere tecnologiche sanitarie mai realizzate in Italia. La terapia protonica, considerata particolarmente efficace nella cura dei tumori, è stata adottata da alcune tra le istituzioni cliniche più prestigiose del mondo.

MESTRE. E’ stato firmato stamattina il contratto per la costruzione del Centro protonico di Mestre per la cura avanzata dei tumori.
Il contratto porta le firme del direttore generale dell’Ulss Antonio Padoan, di Antonio Parente presidente del consorzio d’imprese Ptc e degli amministratori delegati delle società Hideal, Condotte,  Gemmo, Varian, Medipass (gruppo KOS).
Rapida la scansione dei tempi: a settembre si terrà la conferenza dei servizi, entro un anno è previsto l’avvio dei lavori che si concluderanno in 4 anni.
Il Centro protonico di Mestre sorgerà alle spalle dell’ospedale dell’Angelo.
Sarà realizzato in project financing con un investimento di 159 milioni di euro, 63 dei quali solo per le attrezzature tecnologiche.
“Oggi  giunge a compimento un viaggio iniziato nel giugno del 2005 - ha detto il direttore generale dell’Ulss 12 Antonio Padoan – Sono stati anni di fatiche tecniche e di difficoltà politiche e finanziarie. Credo che la proposta avanzata dall’allora presidente della Regione Giancarlo Galan e perseguita dall’attuale presidente Luca Zaia sia stata lungimirante. Oggi una trentina di centri in tutto il mondo sta applicando questo tipo di terapia, che è meno invasiva e migliora la qualità della vita dei malati. Che il centro sorga a Mestre è per noi ragione di grande orgoglio, visto il triste primato del Veneziano dove l’incidenza dei tumori supera del 50% quella nazionale”.
Attualmente l’Ulss 12 spende per le cure oncologiche 102 milioni di euro l’anno.
“Inizia una grande avventura – ha detto il presidente del gruppo Ptc Antonio Parente – che ha richiesto molta tenacia. Stiamo attendendo il via libera della Regione ad alcune modifiche progettuali e abbiamo già avviato le indagini sui terreni, perché il project financing è uno strumento che richiede rigoroso rispetto dei tempi e dunque un impegno totale”.
Guglielmo Brayda, amministratore delegato di Medipass: “Siamo soddisfatti che il progetto di cui Medipass è stato promotore sia arrivato alla fase di realizzazione. Si tratta di una delle più grandi opere tecnologiche sanitarie mai realizzate in Italia. La strada della terapia protonica, che sostituirà gradualmente la radioterapia, è stata intrapresa da alcune tra le istituzioni cliniche più prestigiose del mondo. Centri oncologici basati sui protoni sono operativi negli Stati Uniti, Giappone, Germania, Gran Bretagna. Il Veneto si iscrive in questa lista di eccellenze”.
Mauro Mei, rappresentante per la Varian, ha spiegato come sarà organizzata la struttura: “Avrà 5 sale per il trattamento che funzioneranno 16 ore al giorno. Potranno essere curati 3 pazienti all’ora per ogni gantry, e quindi sino a 120-150 pazienti al giorno”.
Il trattamento di 1500 pazienti l’anno garantirà il pareggio delle spese, ma il centro ha la capacità di seguirne 4 mila. Un ciclo di terapia protonica si articola in 20-30 sedute e costa circa 23 mila euro.

LA SCHEDA
Il progetto del Centro protonico si è avvalso della consulenza artistica dell’architetto Emilio Ambasz che ha “firmato” anche la Banca degli occhi e l’ospedale dell’Angelo e che assicurerà la continuità estetica con il complesso ospedaliero.
La struttura occuperà una superficie di 11.440 metri quadrati (circa un campo da calcio) su un’area complessiva di 16 mila metri.
Il Centro utilizzerà la terapia protonica - a base di fasci di protoni anziché di fotoni - considerata attualmente la più all’avanguardia per la cura dei tumori.
E’ l’unica metodica in grado di puntare direttamente al bersaglio malato senza coinvolgere e lesionare il tessuto sano circostante.
Il Centro protonico sarà una struttura di quattro piani (di cui uno interrato), alta 13 metri  Il ciclotrone, il macchinario che produce  i protoni, è alto tre metri per 5 metri di diametro.
I fasci di raggi arriveranno in cinque gantry (diametro di 7 metri) distribuiti in cinque stanze dove  i pazienti si sottoporranno alla terapia.

(29-07-2011 – azienda Ulss 12 veneziana)
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